Un’unica piattaforma di microscopia virtuale
Vetrini da analizzare uno a uno, immagini troppo grandi per gli strumenti in uso.
La usiamo su ogni progetto e la portiamo dentro i software che costruiamo. Da dotenv è nata anche Neurally, un’azienda di AI con due prodotti suoi.
Come usa l’intelligenza artificiale dotenv?
In due modi. Nel nostro lavoro, su tutti i progetti: legge documentazione e requisiti e affianca gli sviluppatori mentre scrivono il codice. E dentro i software che costruiamo, per riconoscere immagini, trascrivere e tradurre l’audio, classificare testi e contenuti. I dati dei clienti passano solo da servizi di AI privati nostri.
La usiamo su tutti i progetti, e siamo noi a governare lo strumento: le scelte di progetto restano alla squadra, e ogni rilascio ha una persona che ne risponde.
L’AI legge documentazione tecnica, requisiti e trascrizioni delle riunioni, e li mette in ordine per la squadra.
Gli sviluppatori lavorano con assistenti AI mentre scrivono il codice. Del codice che rilasciamo risponde dotenv.
Passano solo da servizi di AI privati nostri, mai da un servizio di AI esterno.
Serve dove oggi una persona ripete lo stesso controllo molte volte al giorno: leggere ogni annuncio prima che esca, scrivere a mano il verbale di una riunione, cercare un dettaglio in immagini ad altissima risoluzione. Il software fa il primo passaggio, e la persona guarda quello che il software le segnala.
Modelli di computer vision che analizzano immagini, anche ad altissima risoluzione, e segnalano quello che una persona dovrebbe cercare a occhio. La segnalazione arriva a chi la deve valutare.
Riconoscimento vocale che trascrive riunioni e interventi, dal vivo o in differita, filtra il rumore di fondo e manda il testo ai partecipanti. Può girare sui server del cliente, così l’audio non esce.
Traduzione in più lingue durante riunioni, webinar e interventi.
Classificazione automatica di testi, immagini e video: il software decide i casi chiari, blocca quelli fuori regola e passa a una persona quelli dubbi, con l’analisi di quello che ha trovato.
Il modello è una parte del software: i risultati finiscono nel gestionale, nel CRM o nella piattaforma che usate già, non in un’applicazione a parte.
Le domande che conviene fare a una software house che usa l’AI per scrivere codice valgono anche per noi: quali controlli di sicurezza passa il codice prima del rilascio, chi lo rivede e che cosa cerca, come vengono trattati gli input degli utenti, in quali parti del progetto si usano assistenti AI.
Sul diritto d’autore, la legge italiana sull’intelligenza artificiale, del 2025, dice che il codice scritto con l’aiuto dell’AI può essere protetto, se è il risultato del lavoro intellettuale di una persona. Il codice che scriviamo per voi è vostro, con la documentazione e gli ambienti.
Un software con l’AI dentro deve rispettare l’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Le regole di trasparenza valgono dal 2 agosto 2026: chi parla con un chatbot deve essere informato che parla con un sistema di AI, se non è evidente, e nel software è una scelta di interfaccia. Le regole sui sistemi ad alto rischio, dopo l’AI Omnibus, si applicano dal 2 dicembre 2027, e dal 2 agosto 2028 per l’AI dentro prodotti regolati come macchine, giocattoli e ascensori.
In Italia, dal 30 settembre 2026, è in vigore anche il decreto legislativo 160 del 2026, che adegua le norme italiane all’AI Act sulla responsabilità civile e penale. Per questo, quando costruiamo un software con l’AI, decidiamo con voi dove girano il modello e i dati, che cosa registra il sistema quando decide o suggerisce qualcosa e che cosa vi consegniamo a fine progetto.
No. Sui dati dei clienti usiamo solo servizi di AI privati nostri.
Sì, su tutti i progetti, come supporto agli sviluppatori. Del codice che rilasciamo risponde dotenv.
Dipende dai dati: sui servizi di AI privati nostri, oppure sui server del cliente quando i dati non devono uscire.
Con una chiamata, gratuita. Poi una visita in sede, per vedere come lavorate oggi e dove l’AI può servire.
Vetrini da analizzare uno a uno, immagini troppo grandi per gli strumenti in uso.
Le trascrizioni a mano perdevano dettagli, e chi le scriveva perdeva la riunione.
Ogni annuncio passava sotto gli occhi di una persona prima di uscire.
Portiamo l’AI nel vostro software.