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Aste e procedure

Software per portali d’asta, banche e servicer del credito

Un portale d’asta e un servicer del credito lavorano sugli stessi beni e chiedono software diversi. Nel mondo delle aste e dei fallimenti abbiamo lavorato con tutti e due.

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Chi sviluppa software per aste online e fallimenti?

dotenv, che in questo mondo ha lavorato con due gestori di portali d’asta e con un servicer del credito. Sono due tipi di compratore: chi gestisce un portale d’asta e lo fa crescere come un prodotto; e chi, come una banca o un servicer del credito, ha beni da vendere dentro procedure con regole proprie.

I problemi ricorrenti di questo settore

  1. Per un portale: le offerte che arrivano verso la chiusuraIn un’asta a tempo i rilanci si concentrano negli ultimi minuti, e in molte vendite ogni rilancio in quella finestra sposta la chiusura. Il portale deve reggere il carico proprio lì, e mostrare a tutti lo stesso stato della gara.
  2. Per un portale: chi partecipa va identificato prima di offrireRegistrazione, documento, cauzione: prima del primo rilancio ci sono passaggi obbligati, e ognuno è un punto in cui chi sta cominciando può fermarsi.
  3. Per un portale: lotti con documenti che arrivano da mani diversePerizie, planimetrie, fotografie e avvisi di vendita li preparano professionisti, curatori e banche, ognuno nel suo formato. Chi guarda un lotto li cerca tutti nello stesso posto.
  4. Per un portale: ricostruire una gara quando è finitaChi ha offerto, quanto e a che ora: dopo l’aggiudicazione può servire mostrarlo, e il sistema deve averlo registrato offerta per offerta.
  5. Per un servicer: ogni procedura ha le sue regole e le sue dateUn bene che arriva da una liquidazione giudiziale, il vecchio fallimento, o da un’esecuzione si vende secondo le regole di quella procedura. Se un’asta va deserta, il delegato o il curatore fissa un nuovo tentativo, spesso a un prezzo più basso, e il lotto va ripubblicato con i dati nuovi.
  6. Per un servicer: sapere a che punto è ogni beneUna banca o un servicer segue molti beni, sparsi su procedure diverse, ognuno con le sue date, i suoi documenti e i suoi tentativi di vendita. Se tutto questo sta in un foglio di calcolo, per sapere a che punto è un bene bisogna chiederlo a chi lo segue.

A chi parla questa pagina

A chi dirige un portale d’asta, che ha un prodotto digitale suo e ne guarda la tecnologia e la crescita; e a chi dirige le operations di una banca o di un servicer del credito, che ha beni da vendere dentro procedure decise da altri. Sono due lettori diversi, e nei problemi qui sopra diciamo ogni volta a quale dei due ci rivolgiamo.

Nel primo gruppo ci sono due gestori di portali d’asta, uno dei quali si occupa di aste giudiziarie; nel secondo, un servicer del credito. Di aste online e di intermediazione mobiliare e immobiliare digitale uno di loro ha parlato in Nessun Segnale, il podcast di dotenv: è l’episodio 10, uscito a ottobre 2023, e si ascolta su nessunsegnale.it.

I sistemi con cui il software deve parlare

Per un portale: la registrazione e l’identificazione di chi partecipa, i pagamenti delle cauzioni, gli archivi da cui arrivano lotti e documenti, le notifiche a chi ha fatto un’offerta. Per un servicer: i sistemi dove stanno i crediti e le garanzie, gli archivi dei documenti delle procedure, e i portali d’asta a cui i beni passano quando si vendono.

Il software nuovo si aggiunge a quello che c’è. Su un portale che ha già utenti si cambia un pezzo alla volta, mentre le aste continuano.

Cosa chiedere a un fornitore

Le domande da fare a qualunque fornitore, noi compresi, prima di affidargli un portale o i beni di una procedura:

Come lavoriamo qui

Si comincia con una chiamata, gratuita. Poi una visita in sede, per vedere come lavorate oggi: per un portale, come si muove un lotto dalla pubblicazione all’aggiudicazione; per un servicer, come passa un bene dalla procedura alla vendita.

Poi il perimetro, in fasi, ognuna con la sua data e con quello che consegna: la prima è il pezzo che oggi fa perdere più tempo o più partecipanti.

Domande frequenti

Che differenza c’è fra il software di un portale d’asta e quello di un servicer?
Cambia chi lo usa. Per un portale il software è ciò che gli utenti vedono per partecipare alle aste; per un servicer è uno strumento interno, con cui seguire ogni bene dentro la sua procedura fino alla vendita.
Si può partire dal portale d’asta che c’è già?
Sì. Si interviene sui passaggi dove si perdono tempo o partecipanti, una fase alla volta, e il resto continua a funzionare com’è.
Il software può seguire procedure con regole diverse?
Sì, se ogni procedura porta nel software le sue regole: chi fissa le date, come si passa a un nuovo tentativo di vendita, quali documenti servono. Così un’asta deserta diventa un nuovo lotto con i dati giusti, senza ricopiarlo a mano.
Come si comincia?
Con una chiamata o una videochiamata, gratuita, e poi una visita in sede. Il perimetro si scrive dopo aver visto come si muove oggi un lotto o una pratica.
Di chi è il codice?
Vostro: sorgenti, documentazione e ambienti sono di chi ha pagato il lavoro, e restano vostri anche se un giorno cambiate fornitore.

Raccontateci il progetto che avete in mente.