Aste e procedure
Software per portali d’asta, banche e servicer del credito
Un portale d’asta e un servicer del credito lavorano sugli stessi beni e chiedono software diversi. Nel mondo delle aste e dei fallimenti abbiamo lavorato con tutti e due.
Chi sviluppa software per aste online e fallimenti?
dotenv, che in questo mondo ha lavorato con due gestori di portali d’asta e con un servicer del credito. Sono due tipi di compratore: chi gestisce un portale d’asta e lo fa crescere come un prodotto; e chi, come una banca o un servicer del credito, ha beni da vendere dentro procedure con regole proprie.
I problemi ricorrenti di questo settore
- Per un portale: le offerte che arrivano verso la chiusuraIn un’asta a tempo i rilanci si concentrano negli ultimi minuti, e in molte vendite ogni rilancio in quella finestra sposta la chiusura. Il portale deve reggere il carico proprio lì, e mostrare a tutti lo stesso stato della gara.
- Per un portale: chi partecipa va identificato prima di offrireRegistrazione, documento, cauzione: prima del primo rilancio ci sono passaggi obbligati, e ognuno è un punto in cui chi sta cominciando può fermarsi.
- Per un portale: lotti con documenti che arrivano da mani diversePerizie, planimetrie, fotografie e avvisi di vendita li preparano professionisti, curatori e banche, ognuno nel suo formato. Chi guarda un lotto li cerca tutti nello stesso posto.
- Per un portale: ricostruire una gara quando è finitaChi ha offerto, quanto e a che ora: dopo l’aggiudicazione può servire mostrarlo, e il sistema deve averlo registrato offerta per offerta.
- Per un servicer: ogni procedura ha le sue regole e le sue dateUn bene che arriva da una liquidazione giudiziale, il vecchio fallimento, o da un’esecuzione si vende secondo le regole di quella procedura. Se un’asta va deserta, il delegato o il curatore fissa un nuovo tentativo, spesso a un prezzo più basso, e il lotto va ripubblicato con i dati nuovi.
- Per un servicer: sapere a che punto è ogni beneUna banca o un servicer segue molti beni, sparsi su procedure diverse, ognuno con le sue date, i suoi documenti e i suoi tentativi di vendita. Se tutto questo sta in un foglio di calcolo, per sapere a che punto è un bene bisogna chiederlo a chi lo segue.
A chi parla questa pagina
A chi dirige un portale d’asta, che ha un prodotto digitale suo e ne guarda la tecnologia e la crescita; e a chi dirige le operations di una banca o di un servicer del credito, che ha beni da vendere dentro procedure decise da altri. Sono due lettori diversi, e nei problemi qui sopra diciamo ogni volta a quale dei due ci rivolgiamo.
Nel primo gruppo ci sono due gestori di portali d’asta, uno dei quali si occupa di aste giudiziarie; nel secondo, un servicer del credito. Di aste online e di intermediazione mobiliare e immobiliare digitale uno di loro ha parlato in Nessun Segnale, il podcast di dotenv: è l’episodio 10, uscito a ottobre 2023, e si ascolta su nessunsegnale.it.
I sistemi con cui il software deve parlare
Per un portale: la registrazione e l’identificazione di chi partecipa, i pagamenti delle cauzioni, gli archivi da cui arrivano lotti e documenti, le notifiche a chi ha fatto un’offerta. Per un servicer: i sistemi dove stanno i crediti e le garanzie, gli archivi dei documenti delle procedure, e i portali d’asta a cui i beni passano quando si vendono.
Il software nuovo si aggiunge a quello che c’è. Su un portale che ha già utenti si cambia un pezzo alla volta, mentre le aste continuano.
Cosa chiedere a un fornitore
Le domande da fare a qualunque fornitore, noi compresi, prima di affidargli un portale o i beni di una procedura:
- Come regge il portale gli ultimi minuti di una gara, e come lo avete provato?
- Si può ricostruire una gara dopo la chiusura, offerta per offerta?
- Chi vede i documenti di un lotto, e da quando?
- Cosa succede a un bene quando l’asta va deserta e si fissa un nuovo tentativo?
- Con quali sistemi deve parlare il software, e chi tiene allineati i dati?
Si comincia con una chiamata, gratuita. Poi una visita in sede, per vedere come lavorate oggi: per un portale, come si muove un lotto dalla pubblicazione all’aggiudicazione; per un servicer, come passa un bene dalla procedura alla vendita.
Poi il perimetro, in fasi, ognuna con la sua data e con quello che consegna: la prima è il pezzo che oggi fa perdere più tempo o più partecipanti.
Domande frequenti
- Che differenza c’è fra il software di un portale d’asta e quello di un servicer?
- Cambia chi lo usa. Per un portale il software è ciò che gli utenti vedono per partecipare alle aste; per un servicer è uno strumento interno, con cui seguire ogni bene dentro la sua procedura fino alla vendita.
- Si può partire dal portale d’asta che c’è già?
- Sì. Si interviene sui passaggi dove si perdono tempo o partecipanti, una fase alla volta, e il resto continua a funzionare com’è.
- Il software può seguire procedure con regole diverse?
- Sì, se ogni procedura porta nel software le sue regole: chi fissa le date, come si passa a un nuovo tentativo di vendita, quali documenti servono. Così un’asta deserta diventa un nuovo lotto con i dati giusti, senza ricopiarlo a mano.
- Come si comincia?
- Con una chiamata o una videochiamata, gratuita, e poi una visita in sede. Il perimetro si scrive dopo aver visto come si muove oggi un lotto o una pratica.
- Di chi è il codice?
- Vostro: sorgenti, documentazione e ambienti sono di chi ha pagato il lavoro, e restano vostri anche se un giorno cambiate fornitore.
Raccontateci il progetto che avete in mente.