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Incentivi software logistica 2026: voucher, Nuova Sabatini e iperammortamento

Tre strumenti aperti nel 2026 per il software di magazzino, flotte e trasporti: il voucher del MIMIT, la Nuova Sabatini e l'iperammortamento. Cosa finanzia ciascuno, con quali scadenze e con quali vincoli sul fornitore.

Simone Checcoli

Fra le misure nazionali del 2026, tre riguardano il software di un’azienda di trasporti o di logistica. Il Voucher Cloud & Cybersecurity del MIMIT dà alle PMI fino al 50% delle spese, al massimo 20 mila euro, con domande dal 10 novembre 2026. La Nuova Sabatini agevola finanziamenti bancari da 20.000 euro a 4 milioni. L’iperammortamento vale fino al 30 settembre 2028.

Logisticamente le ha messe in fila insieme alle misure per la formazione nell’autotrasporto. Qui restano le tre che riguardano l’acquisto di software, lette dai testi del MIMIT e dalla legge.

Chi può chiedere il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026, e quanto vale?

Lo possono chiedere PMI e lavoratori autonomi, per un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili e al massimo di 20 mila euro. Il voucher ha una dotazione di 150 milioni di euro ed è concesso in de minimis. Il piano di spesa non può stare sotto i 4 mila euro.

C’è una condizione che viene prima delle altre: il voucher paga solo prodotti e servizi di fornitori iscritti nell’elenco del Ministero, definito con il decreto del 29 luglio 2026. Chi ha già un fornitore di fiducia deve controllare che ci sia. dotenv è fra i fornitori iscritti.

Quando si presenta la domanda del voucher MIMIT?

L’invio è aperto dalle 12.00 del 10 novembre 2026 alle 12.00 del 20 gennaio 2027. Prima c’è una fase di precompilazione, dalle 12.00 del 20 ottobre 2026. Le date le fissa il decreto direttoriale del 4 agosto 2026.

Che cosa finanzia il voucher?

Finanzia hardware e software di cybersecurity, servizi cloud infrastrutturali (IaaS) e di piattaforma (PaaS), e alcune famiglie di software in cloud (SaaS): contabilità, gestione delle risorse umane, sistemi di gestione della produttività e dei flussi di lavoro (ERP), anche con intelligenza artificiale, CMS ed e-commerce, CRM.

Si può comprare, abbonarsi, o fare le due cose insieme. Con il solo acquisto diretto il piano dura al massimo 12 mesi dalla comunicazione della concessione. Con un abbonamento, l’abbonamento deve durare almeno 24 mesi; se dura di più, le spese ammesse sono quelle dei primi 24. Configurazione, monitoraggio e supporto contano fino al 30% del piano.

Alcune spese restano fuori:

  • prodotti o servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso;
  • l’estensione di una licenza che l’azienda ha già, o l’aumento delle postazioni;
  • gli aggiornamenti di versione che non portano un miglioramento sostanziale.

Per chi ha un gestionale e vuole solo più utenti, il voucher non serve.

Il voucher finanzia un WMS o un TMS?

Il testo del MIMIT non li nomina. Fra le famiglie di software ammesse non c’è un software per il magazzino o per i trasporti, e Logisticamente lo scrive così: «Non è quindi automatica l’ammissibilità di qualsiasi software gestionale logistico, come WMS o TMS.»

Non significa che siano esclusi. Chi vuole usare il voucher per un software di magazzino deve verificare due cose con il fornitore: che il prodotto rientri in una delle famiglie previste, e che il fornitore stia nell’elenco. Per un progetto con noi la seconda condizione c’è già, perché dotenv è iscritta; la prima si verifica sul progetto, prima del preventivo.

La Nuova Sabatini 2026 copre il software?

Sì: fra gli investimenti delle PMI che la Nuova Sabatini sostiene, accanto a macchinari, attrezzature, impianti e hardware, ci sono «software e tecnologie digitali». La Legge di Bilancio 2026 l’ha rifinanziata con 650 milioni di euro per il 2026 e il 2027.

La banca concede un finanziamento fra 20.000 euro e 4 milioni di euro. Il Ministero dà un contributo pari agli interessi calcolati su cinque anni al 2,75% per gli investimenti ordinari, al 3,575% per quelli 4.0. Al 14 settembre 2026 le risorse disponibili erano 1.198.817.148,59 euro.

Le condizioni sono scritte con precisione. I beni devono essere nuovi, con autonomia funzionale, e legati all’attività produttiva dell’impresa. Non sono ammessi beni usati o rigenerati, né le spese riferibili a «immobilizzazioni in corso e acconti». Come si applicano a un software sviluppato su commessa è una domanda da fare al commercialista prima di firmare.

L’iperammortamento 2026 vale per il software di logistica?

Sì, se è il software descritto dall’Allegato V della legge 199/2025, l’elenco dei beni agevolabili. Alla lettera bb) ci sono «software, piattaforme e applicazioni per la gestione e coordinamento della logistica con elevata integrazione dei servizi (ad esempio logistica di fabbrica, movimentazione, spedizione, catena di fornitura)». Alla lettera z), «sistemi di gestione della supply chain finalizzata anche al drop-shipping per e-commerce». Il testo è nell’Allegato V della legge 199/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

L’iperammortamento vale per gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, da tutte le imprese residenti, di qualunque settore e dimensione. È una maggiorazione del costo dei beni nuovi degli Allegati IV e V, valida solo ai fini fiscali, e non un credito d’imposta.

Il nome nell’elenco non basta. Il bene deve essere interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Le comunicazioni si fanno sulla piattaforma del GSE, e l’investimento va provato con una perizia tecnica asseverata e una certificazione contabile. Quanto valga la maggiorazione per un software dell’Allegato V va chiesto al commercialista: qui non riportiamo aliquote.

Voucher, Sabatini o iperammortamento: quale riguarda un gestionale?

Per cloud e sicurezza informatica di una famiglia prevista, da un fornitore dell’elenco, il voucher. Per un software acquistato con un finanziamento bancario, la Nuova Sabatini, se il bene rispetta le sue condizioni. Per un software di logistica interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura, l’iperammortamento.

Per usarne più d’uno, Logisticamente ricorda di verificare le condizioni di cumulabilità. Conviene chiarirlo prima di scegliere il fornitore: il voucher stabilisce chi può esserlo. L’iperammortamento chiede l’interconnessione, che è un requisito del progetto e va messa nel perimetro del lavoro fin dall’inizio.

Come lavoriamo su un software per i mezzi e il magazzino?

Partendo dal problema, prima che dal prodotto. Quello che ci ha portato un operatore di telecomunicazioni, con 15 mezzi in servizio, era questo: «Quindici furgoni con centinaia di ricambi a bordo, e nessuno sapeva cosa ci fosse su quale.»

Nell’articolo sul gestionale di flotta abbiamo raccontato perché quel problema non si risolveva con un gestionale che parte dal veicolo. Il sistema che abbiamo costruito usa lettori UHF RFID, dispositivi IoT e un’app per tablet; ci hanno lavorato quattro persone per otto mesi.

Su ogni furgone c’è un lettore, su ogni ricambio un tag. L’ufficio vede in qualsiasi momento quali pezzi sono a bordo di quale mezzo e quali sono nel magazzino centrale. Il tecnico, prima di partire, sa che cosa caricare; se il lettore non trova più un pezzo, gli arriva un avviso. E quando un ricambio manca, il software mostra sulla mappa il collega più vicino che può dare supporto. Gli interventi si gestiscono da una piattaforma web in cloud, e i tecnici li eseguono dal tablet.

L’inventario di ogni mezzo arriva alla sede in tempo reale, e la gestione dei carichi richiede meno tempo. Il lavoro è nel caso del software di gestione flotte.

Da dove si parte?

Dal problema, scritto prima di cercare la misura: che cosa si perde oggi fra magazzino e mezzi, con quali sistemi il nuovo software dovrebbe parlare, chi lo userà ogni giorno. Con quella descrizione si capisce se basta un servizio da catalogo o se serve un software costruito sul lavoro dell’azienda.

Sulla pagina dei gestionali su misura spieghiamo come costruiamo il secondo tipo, e da lì si può chiedere un primo incontro.

Un problema simile, in azienda vostra?