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From idea to business

Otto settimane per scoprire se la vostra idea sta in piedi.

Costruiamo la prima versione funzionante del vostro prodotto digitale, un MVP: app, web app o piattaforma. La facciamo usare a persone vere e raccogliamo i numeri. È per chi fonda una startup e per l’azienda che vuole provare un prodotto nuovo prima di investirci. Una parte del nostro compenso, la success fee, arriva solo se proseguite.

Candidate il progettoQuanto costa sviluppare un’app

Un’idea nostra, diventata un’azienda · Neurally

Quanto tempo serve per sviluppare un MVP?

Con From idea to business, otto settimane dalla firma, e la data non si sposta. La squadra non cambia e il contenuto si decide con voi settimana per settimana. Alla fine il prodotto è in mano a persone vere, e voi, o chi vi finanzia, avete un dossier con numeri, costi e rischi per decidere la fase 2.

Un’idea nostra, diventata un’azienda

Neurally

Neurally è nata come un’idea dentro dotenv ed è diventata un’azienda di AI con due prodotti suoi, Neurally Platform e AREA. È la prova che sappiamo portare un’idea fino a un’azienda, anche quando il rischio è nostro.

Le tre regole che rendono vera la data

La data non si tocca

Otto settimane dalla firma. Non si sposta per una richiesta nuova né per un ritardo. È il punto fermo attorno a cui gira tutto.

La squadra non cambia

Le stesse persone dal primo giorno all’ultimo, dedicate a questo. Un progetto a tempo slitta quando la squadra viene spostata altrove, e qui la squadra resta.

Il perimetro si negozia ogni settimana

Ogni venerdì si decide insieme cosa entra e cosa esce. Potete cambiare idea quanto volete: cambia il contenuto, e la scadenza resta quella.

Come si svolgono le otto settimane

  1. Capire
    1. S1ImmersioneConosciamo chi lo userà, i vincoli e i dati che avete già.
    2. S2PerimetroSi decide cosa entra, come è fatto e quale numero dirà se funziona.
  2. Costruire
    1. S3Primo giroIl percorso principale funziona, ancora senza rifiniture.
    2. S4SostanzaLe funzioni che reggono il caso d’uso, sui dati veri.
    3. S5RifinituraInterfaccia e casi limite: si usa senza istruzioni.
    4. S6SoliditàPrestazioni, permessi, integrazioni. Pronto per chi non l’ha mai visto.
  3. Provare
    1. S7UtentiPersone vere lo usano per giorni veri. Si osserva e si corregge.
  4. Decidere
    1. S8DossierNumeri raccolti, costi della fase 2, rischi noti.
Fine settimana 8 — il bivio

Decidete se finanziare la fase successiva

La decisione si prende su un dossier: cosa fa il prodotto, chi lo ha usato e come, quanto costa portarlo alla versione definitiva, cosa può ancora andare storto.

I due esiti

Si prosegue

  • Costruzione della versione definitiva, con la squadra che conosce già il dominio.
  • La success fee concordata, che scatta alla firma della fase 2.
  • Nessun tempo perso a rimettere in pista un fornitore nuovo.

Ci si ferma

  • Tenete tutto: codice, documentazione, dati raccolti, analisi.
  • Avete speso otto settimane invece di un anno per scoprire che non stava in piedi.
  • Noi non incassiamo la success fee. È il rischio che ci prendiamo.

Quando non è questa la forma giusta

Un accordo a rischio condiviso aggiunge complicazione, e ha senso solo quando quella complicazione produce qualcosa che un contratto normale non produce. Quando non è così, lo diciamo prima.

Vi serve una squadra che costruisca quello che avete già deciso
Allora è sviluppo su misura, con un preventivo normale. Più semplice per tutti. Come lavoriamo con una startup →
Il problema è solo il budget
Condividere il rischio non è un modo per pagare meno. Se il punto è la cassa, parliamone apertamente: esistono strade migliori di questa.
Il perimetro non si può ridurre
Se in otto settimane deve entrare tutto o niente, la data non regge e la promessa diventa falsa. Meglio un progetto a fasi.
Serve scala prima di qualsiasi segnale
Se il prodotto ha senso solo con migliaia di utenti dal primo giorno, otto settimane non vi dicono niente di utile.

Domande frequenti

Che cos’è un MVP?
È la prima versione di un prodotto digitale che fa il minimo necessario per essere usata davvero: il percorso principale, sui dati veri. Serve a sapere se qualcuno la usa prima di pagare la versione definitiva, ed è ciò che esce dall’ottava settimana.
Come si capisce se un’idea sta in piedi?
Mettendola in mano a chi la userebbe. Nella seconda settimana si sceglie il numero che dirà se funziona; dalla settima il prodotto passa agli utenti e si osserva cosa fanno, se tornano, dove si fermano. Il dossier riporta quei numeri.
Cosa succede se alla fine decidiamo di non proseguire?
Il materiale resta vostro e non dovete la success fee. È il rischio che ci prendiamo, ed è ciò che rende l’offerta diversa da un preventivo.
Perché la data non si sposta mai?
Perché un termine fisso regge solo se qualcos’altro può muoversi, e qui quello che si muove è il perimetro. Una richiesta nuova entra al posto di qualcosa che esce, e la decisione la prendete voi il venerdì.
Che cosa vediamo durante le otto settimane?
Ogni venerdì c’è qualcosa che si può aprire e usare, sempre più completo della settimana prima. Non ci sono settimane in cui si sta soltanto lavorando. Dalla settimana sette lo usano persone vere, per giorni veri.
Chi ci lavora?
Le persone sono le stesse per tutte e otto le settimane, e in quelle settimane lavorano solo su questo. Una squadra che cambia ricomincia da capo, e otto settimane sono poche per ricominciare.
Come funziona il compenso?
In due parti. Una copre le otto settimane. L’altra, la success fee, scatta solo se firmate la fase 2, cioè la costruzione della versione definitiva. Se vi fermate dopo l’ottava settimana, non c’è altro da pagare.

Candidate il progetto

Diteci l’idea e un budget indicativo. Vi rispondiamo entro il giorno lavorativo successivo.

Facoltativo. Se c’è, chiamiamo invece di scrivere.

Che cosa fa, per chi, e che cosa vi fa dubitare che stia in piedi. Anche in due righe.

Word, PDF o testo, fino a 4 MB. Facoltativo.

Che cosa avete cercato, o chi vi ha parlato di noi. Facoltativo.

Non finite in nessuna lista.