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Neumorfismo nello UI Design: principi, limitazioni e soluzioni per un'esperienza utente accessibile

Il Neumorfismo, è stato oggetto di discussione tra gli esperti di design e le testate del settore sin dal dicembre 2019. Uno stile grafico con precise caratteristiche ma non privo di limiti e critiche vista la sua natura relativamente nuova

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Neumorfismo: di cosa si tratta?

Il Neumorfismo è uno degli ultimi trend di design dell’UI ed è un modo di disegnare l’interfaccia utente decisamente essenziale. Questo stile rappresenta un’estensione del cosiddetto Flat Design, che si distingue per elementi piatti e semplici, e del precedente Scheumorfismo che si proponeva di riprodurre sullo schermo in maniera realistica l’interfaccia di oggetti reali.

Il Neumorfismo promette di definire il futuro prossimo del design grafico delle interfacce, influenzando l’aspetto visivo di applicazioni, app web e siti. Se aspiriamo a un’interfaccia all’avanguardia, è essenziale acquisire una comprensione approfondita del design neumorfico e iniziare a integrarlo nelle nostre progettazioni.

I principi del Neumorfismo

I principi fondamentali del Neumorfismo sono relativamente semplici: sfondo ed elementi condividono la stessa tonalità di colore, creando una palette di gradazioni luminose. L’obiettivo è ottenere un effetto in cui gli elementi emergono delicatamente, creando una sensazione di volumi concavi o convessi rispetto allo sfondo, il tutto in un universo monocromatico.

Ma riassumiamo specifico i punti chiave di questo stile:

  • Sensazione di profondità: effetti visivi tridimensionali, dando l’impressione che gli oggetti siano rialzati dalla superficie sottostante.
  • Tono su tono: colori tono su tono per i componenti UI, in cui gli elementi si fondono con lo sfondo, creando un aspetto più naturale e “neutro”.
  • Ombreggiature e bordi sottili: le ombre morbide sono utilizzate per delineare gli oggetti dei bordi sottili e creare una sensazione di sollevamento.
  • Materialità e reale: il neumorfismo cerca di creare un aspetto “materiale” o “reale”, come se gli oggetti fossero fatti di carta o gomma. Questo mira a evocare un senso di familiarità e tangibilità.
  • Luminosità e colore variabili: gli oggetti sembrano rispondere ai cambiamenti di luce, il che li rende più realistici.
  • Iconografia semplice: icone e simboli tendono ad essere semplici, minimi e spesso monocolore, per mantenere la coerenza con il design generale.
  • Leggibilità e usabilità: la leggibilità del testo e l’usabilità dell’interfaccia rimangono essenziali, anche se l’estetica è realistica.

I limiti del Neumorfismo e le relative soluzioni

Il neumorfismo non è privo di limitazioni, tra cui il suo impatto sull’accessibilità. Un design monocromatico basato su sfumature può rendere difficile stabilire una chiara gerarchia visiva e punti di riferimento. In condizioni di luce specifiche o con display estremamente luminosi o poco luminosi, le sfumature possono compromettere la distinzione degli elementi, rendendo l’interfaccia illeggibile per utenti con difficoltà visive o disabilità.

Come risolviamo il problema? Esistono diverse soluzioni pratiche adottabili per provare a contrastare queste limitazioni. Vediamole:

  1. Contrasto accenti-ambiente: aumentare il contrasto tra gli elementi chiave e lo sfondo può migliorare la visibilità. Assicurarsi che gli elementi con colore d’accento, come bottoni e testi importanti, siano chiaramente distinguibili dallo sfondo circostante.
  2. Feedback tattile e sonoro: introdurre feedback tattili e sonori può essere cruciale. Ad esempio, l’aggiunta di vibrazioni o suoni distintivi quando un utente interagisce con un elemento può fornire un’indicazione chiara, migliorando l’esperienza per chi ha difficoltà visiva.
  3. Personalizzazione delle impostazioni: offrire opzioni di personalizzazione consente agli utenti di adattare l’interfaccia alle proprie esigenze. Consentire regolazioni di contrasto, dimensioni del testo e stili di visualizzazione può rendere il neumorfismo più accessibile ad un pubblico più ampio.
  4. Feedback visivo aggiuntivo: utilizzare feedback visivo aggiuntivo, come contorni accentuati o ombre più marcate, per evidenziare gli elementi interattivi. Questo può contribuire a superare le sfumature che potrebbero causare confusione.
  5. Test di accessibilità con utenti diversificati: condurre test di usabilità con una varietà di utenti, inclusi quelli con disabilità visive, per ottenere feedback diretto sulla fruibilità. Questo aiuterà a identificare e risolvere eventuali problemi specifici legati all’accessibilità.

Va specificato che il neumorfismo è un design relativamente nuovo e non è privo di critiche. Alcuni ritengono che l’effetto di profondità e i dettagli aggiunti possano rendere le interfacce più complesse e influenzare negativamente l’usabilità. Tuttavia, si tratta di un approccio di design interessante e può essere appropriato in determinati contesti, soprattutto per le applicazioni e i siti web che cercano di ottenere un aspetto moderno e realistico. Inoltre, integrando queste soluzioni nel processo di progettazione, possiamo rendere il neumorfismo più inclusivo, garantendo un’esperienza utente accessibile e soddisfacente per tutti.

Nella progettazione delle soluzioni software, DotEnv è attenta ai processi di UX/UI. Per realizzare un prodotto accessibile è necessario seguire degli step ben precisi.

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